Quest’anno ho fatto parte di quelle migliaia di quattordicenni che hanno sostenuto l’esame di terza media. Quando è iniziata la scuola a settembre sapevamo tutti bene che ci aspettava un anno duro, con interrogazioni, esercitazioni per le prove invalsi, compiti scritti, tesina da preparare… Poi, da marzo, è successo di tutto.  Il coronavirus, la pandemia, il lockdown, le scuole chiuse per mesi.

Per diverse settimane nessuno sapeva dirci niente: non era nemmeno certo che facessimo l’esame! Alla fine hanno scelto per noi un esame solo online con elaborato finale. 
Abbiamo discusso il nostro elaborato su una piattaforma digitale scelta dalla scuola. Avevamo a disposizione solo 15 minuti per presentare il nostro lavoro, perché dovevamo concludere gli orali di tutta la classe in un solo giorno di videoconferenza.

 

Così ho trascorso più di una settimana a cronometrarmi per capire se riuscivo a presentare il mio discorso nel tempo stabilito. In effetti, l’argomento che avevo scelto per l’elaborato finale era molto complesso “La Seconda Guerra Mondiale nel Pacifico”, per cui c’erano tante cose da dire e, ovviamente, non è stato possibile per me concludere il discorso nei 15 minuti. 
Infatti, i professori, trascorso il tempo a disposizione, mi hanno fermato, ma mi hanno fatto anche tanti complimenti sul lavoro complessivo che avevo presentato.

 

Anche se il nostro esame di terza media è stato diverso da tutti quelli svolti finora, le emozioni che abbiamo provato sono state comunque le stesse: ansia che cresceva giorno dopo giorno, paura di dimenticare ogni parola e di rimanere in silenzio davanti ai professori, soddisfazione per aver sostenuto un ottimo esame, felicità assoluta perché la scuola era finita!

 

E adesso mi aspetta una nuova avventura…

 

Fabrizio Ventura, 14 anni

Parrocchia S. Margherita e S. Nicola Del Pumpulo - Salerno

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