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13 aprile 2022

Per i meno familiari all’ambiente parrocchiale il servizio educativo suggerisce un ruolo dedicato al trasferimento dei valori cristiani con uno stile prettamente catechistico e dottrinale; ma è sufficiente una descrizione simile? Chi è l’educatore? Quale compito svolge davvero e che competenze sono richieste per farlo?

«Educare non è un mestiere ma un atteggiamento, un modo di essere; per educare bisogna uscire da sé stessi e stare in mezzo ai giovani, accompagnarli nelle tappe della loro crescita mettendosi al loro fianco.» Papa Francesco

Papa Francesco in questa sua breve citazione ci fornisce due importanti suggerimenti: se è vero che un atteggiamento è il primo messaggio da conferire ai ragazzi, ciò che permette loro di assimilarlo autonomamente e metterlo in pratica nella loro vita sono l’esempio pratico, l’esperienza, la fede che l’educatore trasmette ai ragazzi con la sua testimonianza di vita. Si diventa in tal modo un modello autorevole da cui loro possano prendere esempio.
Affinché tutto questo accada, l’educatore non è solo “educatore”: non è sano per sé stessi e per i ragazzi lasciare che il ruolo dell’educatore prenda il sopravvento nella propria vita. Prima di tutto si è genitori, figli, studenti, lavoratori, coniugi, fidanzati; bisogna essere uomini e donne carichi sicuramente di un bagaglio di conoscenze religiose, ma ancor più di esperienze personali.
Ma educatori non si nasce, non lo si diventa per capriccio, per autocompiacimento o per aggiungere un impegno al calendario. Il ruolo dell’educatore comincia da una chiamata - la vocazione - percepita nel proprio animo e tramutata in una missione. Dietro la proposta del proprio parroco o di un altro educatore, è necessario riconoscere la volontà di Dio e dunque agire di conseguenza, discernere per adempiere il servizio educativo con consapevolezza.
Esso, dunque, non consiste unicamente nell’organizzare l’incontro settimanale e svolgerlo in modo impeccabile, ma è vivere la propria esperienza di fede realizzando un progetto più grande.

Martina Gallozzi e Alessandro De Blasi
Unità Pastorale Centro Storico Salerno