Papa Francesco, Laudato Si’ - Sulla cura della Casa Comune

 

125. Se cerchiamo di pensare quali siano le relazioni adeguate dell’essere umano con il mondo che lo circonda, emerge la necessità di una corretta concezione del lavoro, perché, se parliamo della relazione dell’essere umano con le cose, si pone l’interrogativo circa il senso e la finalità dell’azione umana sulla realtà. Non parliamo solo del lavoro manuale o del lavoro della terra, bensì di qualsiasi attività che implichi qualche trasformazione dell’esistente, dall’elaborazione di un studio sociale fino al progetto di uno sviluppo tecnologico. Qualsiasi forma di lavoro presuppone un’idea sulla relazione che l’essere umano può o deve stabilire con l’altro da sé. La spiritualità cristiana, insieme con lo stupore contemplativo per le creature che troviamo in san Francesco d’Assisi, ha sviluppato anche una ricca e sana comprensione del lavoro, come possiamo riscontrare, per esempio, nella vita del beato Charles de Foucauld e dei suoi discepoli.

 

126. Raccogliamo anche qualcosa dalla lunga tradizione monastica. All’inizio essa favorì in un certo modo la fuga dal mondo, tentando di allontanarsi dalla decadenza urbana. Per questo i monaci cercavano il deserto, convinti che fosse il luogo adatto per riconoscere la presenza di Dio. Successivamente, san Benedetto da Norcia volle che i suoi monaci vivessero in comunità, unendo la preghiera e lo studio con il lavoro manuale (Ora et labora). Questa introduzione del lavoro manuale intriso di senso spirituale si rivelò rivoluzionaria. Si imparò a cercare la maturazione e la santificazione nell’intreccio tra il raccoglimento e il lavoro. Tale maniera di vivere il lavoro ci rende più capaci di cura e di rispetto verso l’ambiente, impregna di sana sobrietà la nostra relazione con il mondo.

 

127. Affermiamo che «l’uomo è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico sociale». [100] Ciononostante, quando nell’essere umano si perde la capacità di contemplare e di rispettare, si creano le condizioni perché il senso del lavoro venga stravolto.[101] Conviene ricordare sempre che l’essere umano è nello stesso tempo «capace di divenire lui stesso attore responsabile del suo miglioramento materiale, del suo progresso morale, dello svolgimento pieno del suo destino spirituale».[102] Il lavoro dovrebbe essere l’ambito di questo multiforme sviluppo personale, dove si mettono in gioco molte dimensioni della vita: la creatività, la proiezione nel futuro, lo sviluppo delle capacità, l’esercizio dei valori, la comunicazione con gli altri, un atteggiamento di adorazione. Perciò la realtà sociale del mondo di oggi, al di là degli interessi limitati delle imprese e di una discutibile razionalità economica, esige che «si continui a perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro […] per tutti».[103]

Attività: Storie di Novità

1.Preparazione

Oggi vogliamo presentarti alcune donne, le cui storie, davvero emozionanti, ci aiuteranno a riflettere. Tutte si sono raccontate riavvolgendo il nastro della propria vita, mettendo in evidenza le situazioni in cui hanno dovuto accogliere la novità, la paura, il cambiamento come momento di crescita e non di disagio. Il loro coraggio nell’affrontare ciò che non conoscevano per amore, passione, determinazione, audacia le ha portate ad essere donne e professioniste straordinarie. Ti invitiamo a metterti comodo e lasciarti interrogare da queste quattro testimonianze.

 

2.Svolgimento

Livia Pomodoro è nata a Molfetta, 21 aprile 1940 si è laureata in giurisprudenza con il massimo dei voti, la lode e la menzione della commissione di laurea ed è entrata in magistratura nel 1965. La sua carriera professionale si è sviluppata negli anni attraverso l'attribuzione di diversi ruoli giudiziari e di responsabilità. Ha avuto vari incarichi istituzionali. Ha svolto numerosi incarichi di insegnamento di diritto presso diverse Università di Milano e attualmente tiene il corso di "Ordinamento Giudiziario" presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Molto prolifica è anche la sua attività di pubblicista e scrittrice. L'attività che oggi contraddistingue in maniera assolutamente originale Livia Pomodoro è però quella relativa alla conduzione dello Spazio Teatro No'hma Teresa Pomodoro, da lei continuata in qualità di Presidente dopo la scomparsa della sorella Teresa, attrice e drammaturga.

Suor Paola, nome completo Suor Paola D'Auria, appartenente alle Suore scolastiche francescane di Cristo Re. Nata a Roccella Jonica (RC) il 27 agosto 1947. Suor Paola è di origine calabrese, ma romana di adozione. Si è fatta suora a soli vent’anni ed ha compiuto più di 50 anni di vita religiosa. In favore dei giovani, dei detenuti e delle persone vittime della violenza e della povertà, fonda, insieme ad un gruppo di volontari, l'associazione "So. spe" (Solidarietà e speranza) a Roma. Si occupa di tre case-famiglia. Una per donne che hanno subito violenze, un’altra di soli bambini e adolescenti, mentre l’ultima è un centro anziani durante il giorno, mentre per la sera diventa una mensa per poveri. Oltre a questo, si dedica anche al volontariato all’interno del carcere di Regina Coeli, mentre le domeniche si reca in camper per le periferie di Roma a distribuire viveri ed indumenti. Tifa sempre la Lazio e si augura sempre che la Roma perda. Ma i romanisti   le vogliono bene. La sua passione per il calcio non è finita, ma con tutti questi impegni le viene molto più difficile andare allo stadio come una volta.

Maria Luisa Iavarone, nata nel 1970, professoressa napoletana, docente di Pedagogia presso l’Università Parthenope di Napoli. Oggi è un simbolo per la città metropolitana campana e per tutte quelle donne che hanno visto morire i propri figli. Una donna che ha deciso di reagire con coraggio combattendo i soprusi, lottando le baby gang; quelle che nel 2017 hanno ferito con un coltello il figlio Arturo lasciandolo agonizzante sull'asfalto. Il ragazzo è riuscito a salvarsi e la madre ha deciso di trasformare questo doloroso episodio in un suo punto di forza, diventando testimone di legalità nelle scuole di Napoli.

Mietta, pseudonimo di Daniela Miglietta (Taranto, 12 novembre 1969), è una cantante, attrice e scrittrice italiana. Dotata di una voce di soprano, raggiunge la notorietà nel 1989 con la vittoria al 39º Festival di Sanremo nella categoria "Nuovi" con il brano Canzoni. L’anno seguente, insieme ad Amedeo Minghi, canta il brano Vattene amore, che riscuote grande successo, classificandosi terzo. Ad oggi ha partecipato a 8 edizioni del Festival di Sanremo. Nella sua filmografia ha all'attivo 8 ruoli, mentre come scrittrice 2 romanzi. Il 23 settembre 2010 è diventata madre di Francesco Ian.

3.Conclusione

Dopo aver visto le interviste, ti lasciamo una traccia guidata per la riflessione personale. Nel pdf sottostante puoi trovare delle utili domande.

 

[FILE PDF RIFLESSIONE PERSONALE]

Dopo aver ascoltato i racconti di 4 donne, che hanno accolto la novità nella propria vita, ed aver confrontato le nostre esperienze con le loro, ci siamo misurati con un’altra fonte inestinguibile di novità: la Parola. In questa riflessione siamo stati accompagnati da Don Vito Impellizzeri, già rettore del seminario di Palermo, ora preside dell'ISR della stessa città. Con lui abbiamo riflettuto sul tempo sospeso del lockdown e sull'eredità che ci ha lasciato. 
Abbiamo compreso l'importanza di interpretare la novità come una profezia.

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