“Guardiamoci intorno, osserviamo il mondo che ci circonda: è costellato di decisioni che sembrano già prese per noi, di limiti difficili da superare. Ma nonostante tutti i limiti dentro ciascuno di noi ci sono infinite possibilità… che cosa posso dare io al mondo?”
Così è iniziata la nona edizione della SFS, Scuola di Formazione per Studenti, tenutasi a Montesilvano nel weekend da venerdì 13 marzo a domenica 15 marzo 2026. Conosciuta semplicemente come SFS, è l’evento più grande che il MSAC nazionale organizza ogni 3 anni, e può accogliere numeri altissimi di msacchini e msacchine, e non solo, perché questo evento è aperto anche agli studenti e alle studentesse che non fanno parte e non “frequentano” l’Azione Cattolica.
Nel momento di accoglienza iniziale, dopo i saluti istituzionali del presidente e dei vicepresidenti nazionali dell’Azione Cattolica, del presidente della regione Abruzzo, del sindaco di Montesilvano e di molti altri, ci sono stati presentati i temi che ci avrebbero accompagnati in questi 3 giorni di riflessione e formazione: intelligenza emotiva, coscienza sociale, pensiero critico, competenze digitali + AI, cittadinanza attiva, consapevolezza finanziaria. Temi che fanno parte della vita di studenti e studentesse ogni giorno. La sera abbiamo avuto un momento di festa generale: come ospite c’è stata la band musicale Eugenio in Via di Gioia, che ci ha regalato momenti indimenticabili nel semplice gesto di farci cantare a squarciagola dopo aver risposto a ogni nostra curiosità.
Durante la giornata di sabato, dalla mattina sono iniziati i turni dei workshop, nei quali i ragazzi hanno mostrato le loro capacità e il loro interesse nel conoscere e nel sapere. Tra un workshop e l’altro c’è stato un momento di preghiera a cura dell’assistente nazionale MSAC, Don Luigi Caravella, che ci ha fatto fermare, prendere un respiro e ragionare sulle nostre paure e debolezze, aiutandoci a capire chi può aiutarci a rivedere la speranza: un momento riflessivo ed emozionante che ha coinvolto tutti i ragazzi. Subito dopo i workshop c’è stato il “Fuori Classe”, un momento di spensieratezza in cui ognuno poteva mettere alla prova le sue qualità senza alcun tipo di pressione o giudizio. Per finire la giornata, la sera c’è stato un meritato momento di festa in compagnia del DJ set di Marco Guacci.
“Prima ero cieco e ora ci vedo” recitava il Vangelo della domenica mattina. Grazie alla celebrazione di Mons. Claudio Giuliodori siamo riusciti a rivederci in queste parole del Vangelo: eravamo tutti un po’ ciechi prima di quest’esperienza, tutti troppo impegnati a correre senza darci il tempo di respirare. Per questo c’è stato d’aiuto, in questi 3 giorni, anche lo Spazio Bianco: un ambiente dedicato alla cura di sé, all’ascolto e alla spiritualità personale, con lo scopo di avere uno spazio libero in cui rielaborare quanto vissuto prima e durante l’evento e coltivare domande, emozioni, riflessioni anche per il futuro.
Subito dopo la celebrazione ci sono stati gli ultimi ospiti di questa edizione: Silvia Boccardi, giornalista, autrice, presentatrice e producer, con la quale abbiamo compreso in maniera chiara e semplice gli eventi ai quali stiamo assistendo in questo periodo. Ha parlato di come i social raccontano la guerra e il mondo.
Arturo Mariani, speaker motivazionale, che ha trasformato la sua difficoltà in un messaggio di forza, motivazione e ispirazione rivolto ai giovani.
“Finché c’è fatica c’è speranza”, così hanno concluso i due segretari nazionali, perché alla fine il problema della scuola è una frase che ci ripetiamo sempre: “Si è sempre fatto così”, ed è proprio quella frase che dobbiamo abbattere.
È stato un weekend di emozione e riflessione, ma anche una sfida per noi membri di equipe diocesana che abbiamo portato con noi ben 18 studenti, che hanno avuto il coraggio di dire un SÌ che ci ha dato la forza di provare a cambiare la nostra vita scolastica, dimostrando finalmente che Salerno è sulla mappa dei circoli MSAC di tutta Italia.


