In questo periodo tanto particolare per la nostra società e di conseguenza per la nostra vita associativa, il cammino dei giovani e dei giovanissimi di Azione Cattolica non si interrompe. I nostri gruppi non hanno esitato a ripensare i percorsi formativi e hanno trovato forme sempre nuove per vivere degli “incontri” di vita buona. Sebbene ancora incerto, il nuovo anno è alle porte e siamo sicuri sia questo tempo per dare vita…a moti di rivoluzione!

Impellente è l’esigenza che sentiamo di dare vita! È una vera e propria sfida quella che viene offerta nel cammino rivolto ai giovani, chiamati a interrogarsi, sull’esempio di Giacomo e Giovanni, sull’essere testimoni e a mettersi in discussione. Essere discepoli significa divenire con Lui missionari, la missione dà il senso al nostro seguirlo. Bisogna essere un po’ come il seminatore che continua a seminare e a coltivare anche nell’eventualità che tutto si possa sfaldare. Si fida, semplicemente. Questa è l’esperienza a cui sono chiamati i giovani, nell’età in cui il discernimento si fonda su domande circa il senso della propria vita, sulla chiamata al servizio, alla missionarietà. Spendere la vita nella sequela richiede un processo lungo dove non sono solo e concedo a Dio di essere costantemente l’architetto che orienta le mie forze, le mie fatiche, il mio seminare. Si è quindi pronti ad accettare anche il rischio: quello del mancato raccolto o di una semina non abbondante.

E c’è poi bisogno di una rivoluzione! È questa consapevolezza che anima il cammino pensato per i giovanissimi, perché è davvero rivoluzionario mettersi alla sequela del Signore, a servizio dell’altro… Giacomo e Giovanni ne sanno qualcosa! L’incontro con il Signore fa comprendere loro che il vero potere è affidato alle mani e al cuore di chi sa farsi servo per il fratello. L’adolescenza è l’età della rivoluzione per eccellenza: il corpo e la psiche cambiano, cambiano i punti di riferimento, cambiano i gusti, le abitudini, i compagni di viaggio. Diventa allora fondamentale riconoscere i tiepidi impulsi dei giovanissimi alla rivoluzione e farli germogliare, anche li dove si accetta tutto passivamente. Rivoluzione vuol dire quindi avere il coraggio di mettersi in moto, di mettersi in discussione, di lasciarsi plasmare dall’incontro con il Signore. Rivoluzione significa avere uno sguardo sulle cose che sa farsi sempre nuovo.

Ma come affrontare questa sfida? Tranquilli, può sembrare sicuramente impegnativo, ma non se ben attrezzati. Non siamo stati, infatti, lasciati a mani vuote. Il centro nazionale ha, come ogni anno, messo a disposizione gli strumenti perfetti per pianificare la miglior rivoluzione di sempre: le guide, vere e proprie mappe che aiutano responsabili e educatori a orientarsi in questo viaggio.

La guida è infatti lo strumento che presenta il tema dell’anno, utile a promuovere i percorsi associativi per accompagnare i gruppi nelle nostre parrocchie. È come un riflettore che fa luce sulla Parola del Signore, mediata in un percorso che riesce a toccare le vite di giovani e giovanissimi, stimolandoli ad una crescita personale e allenandoli al discernimento.

La guida è lo strumento che non ci fa sentire soli, ma parte di una grande famiglia: quella dell’AC. Non sono solo i giovani e i giovanissimi delle nostre parrocchie a seguire questo cammino, ma quelli di tutta Italia. È un percorso unitario, che anche se intrapreso in posti lontani ci porta ad una meta comune.

La guida è, come ogni strumento del centro nazionale, un piccolo semino, che nelle mani di noi responsabili e educatori, fantasiose e capaci di leggere le realtà territoriali, può diventare un grande albero, ricco di frutti, ma che soprattutto ci fa sentire accompagnati e sostenuti nel nostro servizio educativo.

In questo tempo estivo e caldo mese di agosto, come equipe diocesana, accompagneremo responsabili, educatori e simpatizzanti nella scoperta di questo strumento che è la guida, per poter arrivare preparati a settembre, quando – speriamo – riprenderanno le nostre attività. E allora non abbiamo nulla di cui preoccuparci, dobbiamo solo fidarci per credere!

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