Obiettivi di fondo del percorso formativo: Il nuovo triennio è sicuramente iniziato in modo inedito. Alle nuove responsabilità, di per sé già impegnative, ci si è dovuti approcciare con non poco coraggio e creatività per superare le difficoltà che il nostro paese ha incontrato, le quali inevitabilmente si sono riversate sul nostro essere associazione. Abbiamo in un primo momento temporeggiato per prendere le giuste misure, rimandando gli incontri settimanali e in ultimo - solo cronologicamente - rinunciando alle celebrazioni comunitarie. Abbiamo poi subito ribadito il nostro impegno: non “fare” Azione Cattolica, ma “essere” Azione Cattolica; per cui siamo stati in grado di reinventare le nostre abitudini - non solo associative - e di trasportarle sul digitale per continuare a tessere legami autentici alla luce del Vangelo. Probabilmente “Chi m’ha fatt fa?” è stata l’espressione ripetuta più di frequente in questo periodo quando, scoraggiati, abbiamo preso atto che, nonostante tutti gli sforzi, le cose non andavano come felicemente descritte. Per questo consideriamo provvidenziali le parole che papa Francesco ci ha rivolto e donato lo scorso 27 marzo in una deserta piazza San Pietro.


“Impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca... ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.”


Ecco perché insieme vogliamo vivere un percorso di formazione, che può sembrare arrivare in ritardo rispetto alla situazione emergenziale che abbiamo vissuto, ma che in realtà crediamo maturato nel momento opportuno. Quando alla vigilia di quello che definiscono “ritorno alla normalità”, vogliamo insieme interrogarci sul nostro servizio, sul perché siamo chiamati a viverlo proprio “qui ed ora” e su come essere “alla Tua altezza”, contribuendo a plasmare questa nuova fase, prendendo e mettendo a sistema ciò che di buono in questi mesi abbiamo scoperto e correggendo quanto invece di sbagliato abbiamo sempre fatto prima del lockdown.

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