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Commento al Vangelo di Domenica 25 luglio 2021

Commento a Gv 6, 1-15
«Ma che cos’è questo per tanta gente?».
La scorsa Domenica, il Vangelo di Marco ci aveva lasciati con lo sguardo compassionevole di Gesù sulle folle, perché erano “come pecore senza pastore” (cfr Mc 6, 34). A partire da questa Domenica ascolteremo, suddiviso in brani, il capitolo sesto del Vangelo di Giovanni, dedicato al tema del Pane di vita. Oggi i primi 15 versetti ci presentano Gesù mentre compie un ulteriore gesto di amore e di considerazione per questa gente stanca e affamata, ma desiderosa di accogliere la sua Parola. C’è una tenerezza grandissima nell’atteggiamento del Maestro, il quale si preoccupa non solo dell’aspetto spirituale, ma anche di quello materiale, consapevole del viaggio di ritorno a casa che tutta quella gente dovrà affrontare.
Ma, “dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?” (cfr Gv 6, 5). Ed ecco che “c’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?” (cfr Gv 6, 9).
Andrea ha ragione: cinque pani e due pesci sono poco più di una merenda. Come può un quantitativo del genere, bastare per una folla così numerosa? Andrea ancora non lo sa, ma con Gesù il problema non è il “quanto”, ma il “dove”.
Quei cinque pani e due pesci non sono niente se tenuti nella bisaccia, ma possono diventare molto se messi nelle sue mani.
Nel prodigio della moltiplicazione dei pani, segno che prefigura l’Eucaristia, Gesù ci invita ad avere compassione della “fame” altrui, condividendo quel poco che abbiamo, in qualsiasi contesto ci si trovi, in famiglia, in Parrocchia, al lavoro, ovunque e con tutti.
È un invito a non chiudersi in se stessi, ma ad agire come quel ragazzo a cui nessuno chiede nulla e tutto mette a disposizione. Compassione e condivisione sono le due parole chiave di questa Domenica: ciò che si ha, va condiviso. È questo che sazia davvero.
Dividere per moltiplicare, è la matematica che Gesù insegna ai suoi discepoli con questa lezione sul campo. Quel poco, quel piccolo, quel solo che abbiamo e che siamo, se messo nelle mani di Dio, è moltiplicato all'infinito, perché “Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto” (Padre Pino Puglisi).
Lasciamo che Gesù presenti al Padre quel poco che abbiamo, perché lo benedica nel Padre e, con il Padre, possa restituircelo. Quel che ritorna è trasformato, non è più nostro, è di Dio, in quanto consacrato dal suo amore, pronto ad essere donato a sua volta. E chi lo riceve sa che è quello il pane vero, il pane che nutre davvero, il pane di Dio che sazia fino in fondo, che riempie, trabocca e avanza per essere donato ancora.
E non dimentichiamo di “raccogliere i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto” (cfr Gv 6, 12), per i frammenti di umanità e per l’umanità che va in frammenti, sotto il peso di tante difficoltà e tentazioni, sapendo che per ognuno è pronto e custodito un pezzo del Pane di Gesù.