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Commento al Vangelo di Domenica 4 luglio 2021

Mc 6, 1-6
“Era per loro motivo di scandalo” (cfr Mc 6, 3). Questo è l'impatto che Gesù ebbe, ha e avrà ancora su quanti a lui si avvicinano senza accogliere la sua prospettiva. Perché Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre (cfr Eb 13, 8). Il testo del Vangelo di questa Domenica ci rivela che la sostanza dello scandalo consiste in un improbabile connubio tra la potenza/sapienza di Dio e l'umanità così a portata di mano di Gesù. Nella testa e nel cuore dei suoi compaesani, queste due realtà sono inconcepibili, non possono coesistere.
Non è ammissibile che un falegname, figlio di falegname, venga ad insegnare nella sinagoga: questo è un vero scandalo!
L’atteggiamento dei concittadini di Gesù, spesso è anche il nostro, quando facciamo fatica a riconoscere lo straordinario che è presente intorno a noi, quando con troppa facilità attribuiamo quelle etichette, indispensabili per catalogare gli abiti, ma davvero limitanti e deleterie se usate per schedare le persone. È toccato anche a Gesù, etichettato in base alla sua famiglia, alla classe sociale, al lavoro di suo padre.
Giudizio o pregiudizio: quale fa più male?
Nel corso della vita, ci sarà capitato certamente di essere giudicati e di avere dei pregiudizi. Nel primo caso, grande sarà stata l’umiliazione, la rabbia e la delusione perché forse, proprio chi ci conosceva meglio non era in grado di vedere in noi tutto ciò che vedevano gli altri: “Un profeta non è disprezzato che nella sua patria” (cfr Mc 6, 4). Eppure, questo non ci sarà bastato per esimerci, alla prima occasione, di giudicare a nostra volta.
Frasi, come: “Cosa vuole insegnare lui che non è neanche italiano?”, “Ha fatto uso di droga”, “È un poveraccio”, “La madre l’ha abbandonata da piccola”, “Ma suo padre non è un alcolizzato?”, diventano eredità talmente pesanti da limitare l’altrui capacità di fare “prodigi”.
Davanti all'agire prodigioso di Dio, l'uomo non risponde immediatamente con la fede, ma con la propria ragione. Si smarrisce nei suoi pensieri, confidando nella forza delle proprie argomentazioni, nelle soluzioni che può raggiungere con il proprio ingegno, senza aprirsi alla grazia operante dello Spirito.
Dove trovare, dunque, un punto di accesso alla fiducia di quel giovane, di quel papà o di quella mamma già provata dalla vita e già convinta di non essere buona a niente? La risposta ce la offre Don Bosco, il quale amava ripetere: “In ognuno v'è un punto accessibile al bene. Il nostro compito è trovare quella corda sensibile e farla vibrare”.