Una “nota sulle note” al documento assembleare diocesano

Nello scorso mese di maggio abbiamo pubblicato una Nota per una rilettura del documento diocesano del triennio 2020-23. (www.acsalerno.it/presidenti20-21/le-nostre-attenzioni-dal-covid-in-poi-una-rilettura-del-documento-assembleare)
A metà del mese di luglio, il Centro Nazionale ha inviato gli Orientamenti per il prossimo anno associativo, (www.azionecattolica.it) un opuscolo che vuole essere un punto di riferimento condiviso per tutte le diocesi e le parrocchie.

E’ interessante notare come entrambi gli scritti ribadiscano all’inizio l’importanza della formazione delle coscienze

Nel nostro documento si legge:
La formazione delle coscienze per un impegno ecclesiale e sociale divenuto ancor più impellente

Quanto accaduto richiama noi soci di AC a considerare ancor di più prioritaria la formazione delle coscienze, da porre con maggiore consapevolezza alla base di ogni programmazione ed iniziativa affinchè si avverta come improrogabile l'impegno ad essere cittadini responsabili delle città e del territorio

Negli Orientamenti il primo dei 3 paragrafi, esplicativi del verbo servire che ci accompagnerà per il prossimo anno, è Servire le coscienze, dove è scritto

Vogliamo continuare ad accompagnare e formare le persone, aiutandole ad abitare questo tempo e proponendo una formazione con una forte tensione missionaria.

Questa corrispondenza d’intendimenti tra la diocesi e il centro nazionale è segno di un sentire comune che rafforza l’essere associazione. Ciò rappresenta un incentivo a proseguire nel nostro servizio, consapevoli di essere parte di una realtà più grande che ci orienta anche in momenti particolari come quello di quest’anno.

Nasce altresì una riflessione: se sentiamo di riaffermare come indispensabile la formazione delle coscienze, probabilmente perché l’elemento che più ci contraddistingue ha assunto, spesso, i caratteri dello scontato.

Nei gruppi di studio sulla Nota svolti on line con i presidenti parrocchiali, abbiamo riflettuto proprio su questa necessità di rilanciare la formazione delle coscienze. Come riuscire infatti a svolgere un servizio alle persone, alla Chiesa ed alla Comunità se le nostre coscienze non sono allenate al discernimento alla luce della Parola, se manca la capacità di leggere i segni dei tempi e cercare in essi indicazioni per la via del Bene, del Vero, del Giusto?

Per rispondere a questa sfida, rintracciamo altri parallelismi tra i 2 documenti: l’attenzione ad una formazione sempre più personalizzata, il gruppo come luogo indispensabile per una crescita umana e spirituale, la capacità di tessere relazioni con altre realtà per apprendere l’arte del dialogo, del confronto e del camminare insieme, la valorizzazione del digitale come altro luogo in cui essere presenti ed attraverso il quale contribuire all’edificazione di una coscienza civile capace di reggere il confronto con la globalizzazione.

L’icona del prossimo anno ci invita a Servire e dare la vita!

Una proposta che, in questo momento storico, diventa un impegno per contribuire a realizzare un nuovo umanesimo, a cui Papa Francesco ci richiama. E come AC sappiamo che un nuovo patto di civiltà nasce dal cuore di ogni singola persona che nel suo quotidiano sperimenta la dimensione del servizio, della fraternità, della condivisione. Per questo ci dedichiamo alla formazione della coscienza di ogni ragazzo dell’ACR, giovanissimo, giovane, adulto a noi affidato!

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