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29 gen 2021

Iniziamo questo viaggio tra le virtù in famiglia con la seconda delle “Virtù Teologali”: LA SPERANZA, al centro tra la Fede e la Carità. Charles Peguy in una bellissima immagine diceva che “La Speranza è una bambina da nulla, nata il giorno di Natale, che avanza tra le sue sorelle grandi, la Fede e la Carità, e non si nota neanche…Lei cammina persa tra le gonne delle sue sorelle e sembra quasi che siano loro che tirino per mano la piccola, per farle fare la strada accidentata della salvezza… Invece è proprio Lei, che trotterellando in avanti, si tira dietro le sue sorelle maggiori. E che senza di Lei, loro non sarebbero nulla. Se non due vecchie sciupate dalla vita!”

Ecco, forse è proprio per questo motivo che, in questo particolare momento storico e sociale che stiamo vivendo, ri-cominciamo dalla Speranza per parlare di VIRTU’ in famiglia. Piccola com’è, sembra quasi di non riuscire a trovarla, anzi ci disperiamo perché non sappiamo neppure dove cercarla, persa nei cassetti di una vita a volte scontata, abitudinaria, impolverata dagli eventi che ci sommergono e ci travolgono.
Eppure papa Francesco, durante il VII incontro Mondiale delle Famiglie a Philadelphia, ha definito la famiglia “FABBRICA DI SPERANZA”, luogo ”in cui accanto ad ogni croce -dice- si apre la CERTEZZA della Resurrezione, perché è Dio che ha aperto questa via!”

A pensarci bene, tutta la Storia della Salvezza è attraversata dalla SPERANZA che, dalla primigenia famiglia che la respinse, è arrivata di generazione in generazione alla Famiglia di Nazareth. In essa si sono adempiute tutte le antiche promesse. E’ in una famiglia che è nato il Salvatore, il Dio con noi, Speranza di tutte le genti! Da allora, ogni famiglia è diventata “fabbrica di Speranza”, bottega in cui si forgia la “Salvezza” del mondo, fucina dove i giovani diventano “artigiani di futuro” ed innestano negli ingranaggi lenti delle dinamiche familiari nuova linfa vitale, nuove risorse per il domani! Insomma, per dirla ancora con papa Francesco, la Speranza ha intimamente a che fare con la famiglia, perché è lì che la coppia è chiamata ad “avviare quei nobili processi i cui frutti saranno raccolti da altri, con la speranza riposta nella forza segreta del bene che si semina” (FT 196)

Occorre, però, fare un distinguo tra la “speranza umana” e la “Speranza cristiana”. Se, infatti, la prima si proietta verso il futuro sottoforma di “desiderio” vago e probabilmente disatteso, la seconda, invece, è CERTEZZA di un FUTURO CHE SI è GIA’ COMPIUTO, perché RADICATA NELLA STESSA RESURREZIONE DI CRISTO, in una Salvezza, dunque, che ci è stata già data!! Per questo si può definire “Memoria del Futuro” ed è rappresentata da un’ANCORA: una ferma sicurezza di vittoria nelle intemperie!

Vivere la Speranza in famiglia, significa allora esperirla come “Memoria” di un futuro che ci è stato già dato come caparra di Felicità. E’ Fiducia dogmatica di essere portati in braccio …SEMPRE, anche e soprattutto nella prova, perché è lì, nei marosi della nostra vita che Lui getta l’ANCORA per noi!!!! Ed è in questa ferma Certezza che si radica la Speranza anche della nostra famiglia. Per chiamata del Signore siamo nati come coppia 25 anni fa e in quella chiamata abbiamo sentito forte una promessa CERTA di felicità. La nostra Speranza è nata proprio lì, il giorno in cui abbiamo sussurrato in Tre il nostro SI’ ed in Tre lo abbiamo poi consacrato davanti al Suo altare. In tutti questi anni, ci sono stati alti e bassi come in tutte le coppie, ma MAI è venuta meno la certezza che Lui non ci avrebbe lasciati soli MAI!! Anche nei giorni bui, e ci sono stati, anche nelle inevitabili incomprensioni, nella stanchezza dello stress quotidiano, nella fatica di crescere ed educare i nostri tre figli, negli impegni che come coppia ci eravamo presi… il solo ricordo che Lui aveva avuto un progetto di BELLEZZA e di GIOIA per noi e per quanti incontravamo sul nostro cammino, è diventato il motore per spazzare ogni grigiore, lo scatto per guardare avanti con fiducia, la forza per riportare la relazione alla sua originaria bellezza e ritrovare l’armonia per continuare ad elevare il nostro canto di lode!!

Sì, perché “la Speranza è una creatura alata che si viene a posare sull’anima e canta melodie senza parole, senza smettere MAI!” (Dickinson) Di questo canto ringraziamo il Signore e con tutti i nostri limiti ci sentiamo come “portati in braccio” e continuiamo a… SPERAREEEE!!!!

Carmine Calvanese e Sonia Postiglione