Si è da poco concluso il Congresso diocesano del Movimento Lavoratori di Azione Cattolica, che ha visto la partecipazione dei soci di AC che hanno aderito al Movimento, dei consiglieri diocesani e dei presidenti parrocchiali, della presidente diocesana Maria Vittoria Lanzara insieme con l’assistente unitario padre Ernesto Della Corte e anche di Sua Eccellenza mons. Bellandi e del vice presidente nazionale Maurizio Biasci. Si è discusso di lavoro come servizio e come opportunità per realizzare i propri sogni, della bellezza del lavoro e anche dell’impegno che, come laici cristiani impegnati, dobbiamo rinnovare perché il lavoro sia messo al centro del dibattito sul nostro territorio.

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La "scelta religiosa" dell'Azione Cattolica è una scelta "missionaria", portata avanti da donne e uomini che amano la vita, cercando di tenere insieme slanci ideali e quel realismo che non è frutto della disillusione, ma di un cammino di libertà che rende forti ed autentici testimoni di speranza, quella speranza che, come diceva Pietro ai sommi sacerdoti Anna, Caifa e Giovanni: noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto ed udito.

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In questo Triduo Santo, guidati dal Vangelo «interpretato» con alcuni dei versi più noti della Commedia, vogliamo preparaci a vivere la Pasqua, ad accogliere la resurrezione anche nella nostra vita. Per farlo vogliamo metterci in cammino, come ha fatto Dante, iniziando il nostro viaggio proprio il Giovedì Santo. La meditazione della Parola quotidiana ci aiuterà a fare luce su noi stessi, sulle nostre azioni, sul nostro rapporto con gli altri e con il Signore: solo così potremo riuscire a «rivedere le stelle». Solo così rinasceremo a «vita nuova». La resurrezione è solo questione di accoglienza di una parola, accoglienza che avviene nell’amore. Potremmo dire che la resurrezione è solo una questione di amore: non risponde a nessun altro processo, ma mette in circolo processi #positivi e #contagiosi.

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La prima cosa che ci viene in mente quando sentiamo la parola FORTEZZA è un castello inaccessibile, con un grande fossato intorno, il ponte levatoio e i soldati armati sulle torri pronti a gridare “chi va là!”. Ed anche noi, in questo ultimo anno, siamo stati costretti a restare rinchiusi nelle nostre case “fortezze” per proteggerci da un nemico invisibile e gridare con grande speranza dai nostri balconi “andrà tutto bene!”
Ma noi dobbiamo coltivare la pazienza che è frutto delle tante prove che affrontiamo, e dentro le mura della nostra forte famiglia non dobbiamo abbatterci ed essere tristi, ma soprattutto non deve mai mancare la perfetta letizia .

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La Pasqua impegna i credenti a riflettere sul serio per fare scelte durature e per convinzione profonda. Il testo di oggi vuole farci riflettere che la vita nostra in comunità è la cartina al tornasole della relazione con Cristo e con lo Spirito Santo: o si cammina insieme e si costruisce una comunità reale, con tutti i limiti e le fragilità, che sono sempre presenti, altrimenti tutto è giocato sull’apparenza ingannevole, e la propria testimonianza diventa solo pubblicità a noi stessi e auto-referenzialità

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