Dal 29 luglio al 7 agosto, l’ACR della nostra diocesi ha vissuto l’intensa esperienza di tre campi scuola.
In questi giorni, bambini, ragazzi e educatori hanno vissuto qualcosa di unico. Non solo attività e giochi, ma emozioni vere, incontri profondi, sorrisi che resteranno impressi nella memoria.
Gli educatori sono partiti con uno zaino pieno di esperienze, paure e speranze. Hanno messo dentro tutto: il desiderio di fare bene, la voglia di mettersi in gioco, il timore di non essere all’altezza. E con coraggio, hanno iniziato a camminare insieme.
Ogni passo è stato un dono. Ogni sguardo, una scoperta. Ogni abbraccio, una conferma che il cammino fatto insieme vale più di mille parole.
Ora, con il cuore colmo di gratitudine, vogliamo raccontarvi le esperienze vissute da Silvia, Francesca, Rudy e Giulia. Quattro educatori, quattro storie, un’unica grande emozione: quella di aver servito con amore, e di essere stati trasformati da ciò che hanno vissuto.

“Vivere un campo ACR da educatrice è camminare su un filo sottile fatto di entusiasmo, responsabilità e cuore. C’è la preoccupazione che tutto vada per il meglio, che ogni bambino si senta accolto, che ogni attività lasci un segno. Si vive con gli occhi sempre attenti, ma anche con il cuore spalancato. Poi arriva un sorriso, una domanda dolce, una risata improvvisa… e capisci che ogni fatica ha senso. Perché loro, i bambini, ti restituiscono molto più di quanto dai. “
Silvia Educatrice ACR 9/11 Parrocchia Maria SS Immacolata, Salerno
“La nostra prima esperienza come educatori in un campo scuola è stata un viaggio ricco di emozioni, crescita e condivisione. All’inizio c’erano dubbi e incertezze, ma presto abbiamo scoperto la bellezza di un gruppo unito, capace di accogliere e sostenere.
Le difficoltà non sono mancate, ma proprio nei momenti più duri abbiamo sperimentato la forza della collaborazione, dei sorrisi, dei consigli e dell’aiuto reciproco. Ogni ostacolo è diventato occasione di crescita.
Abbiamo imparato tanto: dall’approccio ai ragazzi, dalla passione nel servizio, dalla semplicità della fede vissuta nel quotidiano.

Essere educatori significa mettersi al servizio con cuore aperto, pronti ad ascoltare e accompagnare.
Un grazie speciale va a chi ci ha guidati con discrezione e profondità, donandoci radici e ali. Le loro parole e il loro esempio hanno illuminato il nostro cammino.
Questa esperienza non finisce con il campo: i legami creati e ciò che abbiamo vissuto ci accompagneranno ancora. Con gratitudine, speriamo che esperienze come questa possano continuare, per crescere insieme come educatori e come persone.
Rodolfo (detto Rudy) e Francesca Educatori ACR 12/14 Parrocchia San Gregorio VII, Battipaglia

“L’esperienza di questo campo ACR è racchiusa in ricordi importanti e significativi, ma soprattutto comuni perché le sensazioni che ne derivano sono comprensibili da tutti noi educatori, soprattutto coloro i quali sono alle prime armi proprio come me.
Il campo ACR è iniziato tra entusiasmo e confusione. I membri di equipe stanno riordinando le ultime cose, i primi ragazzi stanno arrivando, ci sono i primi saluti, gli educatori chiacchierano tra di loro, ricordano gli scorsi anni e parlano del nuovo campo.
Tutti indaffarati, mentre io, seduta in disparte, ero bloccata dalla paura seduta su una sedia in questo grande corridoio, testa tra le mani. Con un nodo allo stomaco penso: “Riuscirò a farmi apprezzare da questi ragazzini? Riuscirò a svolgere il mio compito al meglio? Riuscirò ad essere abbastanza?”.
Il campo è finito. Mentre passeggio in giardino penso al mio impegno durante il campo. All’improvviso qualcuno mi chiama: è uno dei ragazzi, che mi fa segno di avvicinarmi e di sedere con lui. Iniziamo a parlare e, in poco tempo, a confidarsi: mi racconta dei suoi amici, dei suoi problemi e delle sue difficoltà. Io ascolto il suo racconto e mi sento sollevata: tutto è andato nel verso giusto. Sono arrivata al cuore dei ragazzi!.
“Quando ci si impegna, non può andare che bene!”.
Giulia Educatrice ACR 12/14 Parrocchia SS. Martino E Quirico, Lancusi

