Carissimi presidenti,
dal nostro ultimo incontro in presenza ad oggi lo scenario è nuovamente cambiato! Le ulteriori
restrizioni per contenere la diffusione del Covid-19 e l’aumento dei contagi, richiedono di ripensare le modalità per farci incontro ai nostri soci. Tra la gente è evidente un generalizzato cambio di atteggiamento: mentre a marzo scorso c’è stata una risposta composta e comprensiva, adesso si nota una maggiore insofferenza rispetto ai limiti di libertà, un aumento della paura del contagio ed una crescente preoccupazione per il prossimo futuro.
La scuola, il lavoro, la rete sociale, le famiglie sono messe a dura prova. Mai come in questo momento di privazione percepiamo l’importanza della condivisione, della partecipazione, dell’essere associazione. Mai come ora sentiamo di far parte della Chiesa, di essere, ciascuno di noi, il corpo vivo del Cristo. Ci chiediamo quale possa essere il nostro semplice e fattivo contributo da offrire per la vita dei nostri ragazzi, giovani, adulti, anziani. Quali priorità indicare e sostenere affinché ciascuno possa sentirsi oggi corresponsabile piuttosto che vittima di un sistema, attore e non comparsa di una cittadinanza attiva anche in un contesto così complicato.
Vi scriviamo cari presidenti, per condividere questi pensieri e per spronarvi nell’essere ognuno per la propria realtà parrocchiale e sociale ancora più Presenti, costruttori della casa di AC di cui abbiamo parlato nella scorsa primavera. Occorre riprendere gli strumenti e aprire il cantiere della creatività, della generosità, del farsi vicino a ciascun socio! Siamo spiacenti di dover rinunciare, in questi mesi, agli incontri in presenza con i ragazzi: le riunioni settimanali, per quanto non esaustive della proposta educativa dell’ACR, sono un momento importantissimo per la comune crescita, il confronto, la gioia di stare insieme e la conoscenza di Gesù, l’amico speciale. Mai come quest’anno sperimentiamo che l’adesione all’AC è un essere più che un fare. Mai come quest’anno abbiamo l’occasione di rinnovare il nostro SI consapevoli che l’Azione Cattolica è una scelta di vita, e che essere laici di AC è molto più di un semplice impegno. Essere persone di AC significa vivere ed amare pienamente la nostra umanità condividendo i propri talenti consapevoli che, in questo modo, si onora il Padre, nostro creatore, e si rende visibile lo Spirito di Cristo che ci chiama a continuare la sua opera di Salvezza, anche ora, anche qui, in questo oscuro tempo!

Al posto di un’improbabile programmazione, abbiamo pensato di offrirvi un originale decalogo di Corresponsabilità semplici attenzioni che ci aiutano ad essere persone credenti, attive, riflessive e propositive. Vi chiediamo di diffonderlo a tutti i soci ed a tutti gli amici. Crediamo che occorra ritrovarsi in un comune linguaggio che ci aiuta ad affrontare la difficoltà con lo stesso approccio, concentrandosi su taluni aspetti importanti, sapendo guardare in basso, intorno ed in Alto.

La presidenza di AC

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