Essere e fare gruppo.
“In AC si fa riferimento al gruppo inteso come gruppo di appartenenza e strutturato che rientra in una consolidata tradizione organizzativa, pedagogica e metodologica. Nel progetto formativo si riconosce validità a questa esperienza: «L’AC sceglie il gruppo come strumento formativo, ancora oggi adatto a far maturare le persone in una vita di fede, attraverso la partecipazione a un’esperienza comune: le relazioni tra i componenti, un rapporto sufficientemente stabile, alcune riflessioni condivise».” [*1]

Il professore Pierpaolo Triani [*2] nel webinar di formazione “Essere e fare gruppo ai tempi del Covid-19” ci lancia alcuni spunti per dare un senso, anche oggi, al fare e coltivare l’esperienza di gruppo in associazione.


I fondamentali della dinamica di gruppo

L’esperienza di gruppo e la cura di una buona esperienza di gruppo comporta sempre i seguenti elementi:
1. L’importanza di tenere i contatti di curare le interazioni, di curare i rapporti e le comunicazioni.
2. Avere delle finalità comuni, riconoscerci in delle finalità comuni.
3. Il ritrovarsi, se non ci si incontra il gruppo si spegne.
4. L’agire insieme, lavorare insieme.
5. La regolarità, il dare ritmi alla vita del gruppo

Questi fondamentali possono essere sintetizzati con tre elementi classici:
1. La cura delle relazioni
2. La cura delle attività
3. La cura delle ragioni


Il senso dell’esperienza del gruppo nella vita associativa

Il gruppo di Azione Cattolica è:
1. luogo di umanità, esperienze dove ci si incontra volto a volto;
2. luogo che permette alle persone di sentirsi parte e sentirsi accompagnate;
3. una palestra di relazionalità, socialità e fraternità;
4. luogo per conoscere sé stessi e per discernere la propria vita;
5. una via e uno strumento di evangelizzazione.


Trovare delle vie di sviluppo

Alcune possibili vie di sviluppo all’esperienza di gruppo sono:
1. riconoscere in questo tempo il valore del ritrovarsi anche fisicamente;
2. utilizzare le nuove tecnologie in una logica integrativa e inclusiva per facilitare i contatti, per coinvolgere persone nuove;
3. curare sempre la dimensione nel gruppo anche nelle proposte circoscritte;
4. progettare con chiarezza diversi appuntamenti integrando la presenza fisica con appuntamenti online;
5. valorizzare le nuove tecnologie per potenziare il senso di appartenenza dell’associazione, ma anche il rapporto tra l’associazione la comunità e il territorio.

Note:
(1): Crescere insieme, appunti sul gruppo di AC
(2): Pierpaolo Triani docente di pedagogia generale e sociale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e consigliere nazionale AC per il Settore Adulti

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