La "scelta religiosa" dell'Azione Cattolica è una scelta "missionaria", portata avanti da donne e uomini che amano la vita, cercando di tenere insieme slanci ideali e quel realismo che non è frutto della disillusione, ma di un cammino di libertà che rende forti ed autentici testimoni di speranza, quella speranza che, come diceva Pietro ai sommi sacerdoti Anna, Caifa e Giovanni: noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto ed udito (At. 4, 20).
L’Azione Cattolica ci parla di donne e di uomini che amano la vita, che vivono con gioia la loro esperienza familiare e sociale; le relazioni con gli amici e con i vicini di casa; che sanno apprezzare la vita con tutte le sue dimensioni: affetti, responsabilità, fatica, amore; che sanno dare un senso alle esperienze difficili che segnano l'esistenza di tutti: la malattia, il dolore, il limite, la solitudine, la morte. Numerosi sono i soci che in AC hanno maturato una responsabilità e una fede adulta che poi hanno speso nei diversi ambiti della vita dell’uomo: dalla politica al sociale, dalla fondazione di comunità per tossicodipendenti e per gli ultimi, a luoghi di aggregazione sociale e culturale.
La scelta dell’Azione Cattolica è stata, ieri, ed è, oggi, quella di stare ben dentro il proprio tempo, nelle sue pieghe, nelle sue ferite, lungo la via del Calvario e sotto la Croce. Ogni aderente, dal piccolissimo all’adultissimo, con la propria vita, concorre a gettare un seme del Regno di Dio nei luoghi che da laico vive e frequenta: la scuola per l’acierrino e il giovanissimo, l’università o il lavoro per il giovane, dalla fabbrica agli uffici per l’adulto per concludere alla cura dei nipoti per l’adultissimo.
Il presidente Nazionale Matteo Truffelli ci ricorda che il tema del bene comune, l’importanza dell’essere presenza significativa nel territorio, la capacità di valorizzarne le risorse e l’impegno a partire dalla realtà per capire come starci dentro non è un di più nella formazione dei laici di AC, ma un elemento fondamentale perchè ciò che forma davvero non è il dirsi delle cose, ma il vivere delle esperienze
Anche se in questo tempo così difficile per ciascuno e al contempo meraviglioso la Scelta Religiosa è il caposaldo su cui costruire e progettare l’AC; per alcuni nostalgici con tale scelta l’AC sarebbe uscita dalla Storia; avrebbe indotto i suoi soci a ritirarsi dall’impegno politico e civile di questo tempo, accontentandosi di formare ad una fede intimista, sacramentale, sposando unicamente la vita della parrocchia con tutte le sue ammirevoli e numerose attività. Ma questa lettura è riduttiva e poco aderente alla realtà dei fatti!
Noi laici di AC siamo coinvolti nel processo di partecipazione democratica, per essere sempre testimoni dei valori più alti della nostra tradizione e di quella tensione civile che anima la Costituzione". Nella formazione di un laicato aperto ed interessato a tutte le questioni di oggi", impegnato in un "continuo discernimento" e valorizzato dai sacerdoti nell'ottica della "corresponsabilità".

E’ sempre vivo nei nostri cuori Vittorio Bachelet, presidente Nazionale dell’ACI, che invitava «i cristiani a vivere la loro vita di fede in una concreta situazione storica, ad essere ‘anima del mondo’, cioè fermento, seme positivo per la salvezza ultima, ma anche servizio di carità non solo nei rapporti personali, ma nella costruzione di una città comune in cui ci siano meno poveri, meno oppressi, meno gente che ha fame» (V. Bachelet, Azione cattolica e impegno politico).


Soprattutto in questo tempo così speciale che stiamo vivendo è fondamentale che ogni socio di AC comprenda la radice delle nostro essere AZIONE CATTOLICA per la Chiesa ed il Mondo.

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