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Lavandula officinalis

Nome botanico (scientifico) Lavandula officinalis CHAIX oppure, come sinonimo, Lavandula angustifolia Miller 

Nomi comuni Lavanda officinale, spigo

Famiglia Lamiaceae (Labiatae)

Ordine Lamiales (Tubiflorae)

Droga (in farmacognosia) Sommità fiorite

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Morfologia

Pianta suffruticosa sempreverde con rami giovani erbacei, eretti, di sezione quadrangolare e rami adulti legnosi molto ingrossati alla base. Si tratta di un arbusto che coltivato può raggiungere l’altezza di 1 metro. Le foglie si presentano intere, lineari o lanceolate, sessili, verdi biancastre, coriacee, opposte.

I fiori sono piccoli, numerosi, zigomorfi, di colore blu-violetto, in infiorescenze terminali e a spicastro. Il periodo della fioritura è luglio-settembre. L’infiorescenza a spiga comprende 6-10 fiori. Il frutto è un tetrachenio.

 

Habitat e distribuzione

Si trova praticamente in tutto il bacino mediterraneo fino a 1300 metri, sia spontanea nei luoghi aridi, sassosi e soleggiati, sia coltivata. Viene coltivata anche in altre regioni europee e negli Stati Uniti per scopi industriali.

 

Droga

Le sommità fiorite debbono essere fresche. Bisogna che siano raccolte prima della completa fioritura recidendole a 20 cm e messe a seccare in mazzetti in un luogo areato ed asciutto. Dopo l’essiccazione, i fiori possono essere sgranati scartandoli dal fusticino.

 

Principi attivi

La droga fornisce un olio essenziale incolore o giallognolo ottenuto per distillazione in corrente di vapore circa allo 0.5%. L’essenza contiene alcooli terpenici fra i quali il principale è il linalolo con altri come il geraniolo, il borneolo, limonene e i relativi esteri (circa il 30-60%). La lavanda che cresce nelle zone montagnose dà un’essenza di migliore qualità rispetto a quella che cresce a basse altitudini.

 

Proprietà

La lavanda possiede numerose proprietà salutistiche. È stata utilizzata fin dall’antichità soprattutto come agente profumiero del corpo e della biancheria per la sua caratteristica essenza. Il nome lavanda, infatti, è stato recepito letteralmente nella lingua italiana dal gerundio latino “lavare” (che deve essere lavato) per alludere al fatto che questa specie era molto utilizzata nell'antichità, soprattutto nel Medioevo, per detergere il corpo. Anticamente i viandanti e i pellegrini la utilizzavano in mancanza di acqua per potersi lavare, usavano manciate di fiori strofinandole sul corpo. Oltre che per il suo profumo, è annoverata per le sue proprietà rilassanti e antispasmodiche. Quando la prima notte di nozze aveva ancora una forte carica emozionale e simbolica, il corredo della sposa, federe e lenzuola, dovevano profumare di lavanda: il suo aroma rilassante avrebbe sciolto le tensioni e favorito l’accoppiamento. L’olio essenziale di lavanda ha proprietà antisettiche e insettifughe: la tradizione contempla la lavanda quale ingrediente del leggendario “aceto dei quattro ladri”, insieme a rosmarino, salvia e timo, usato dai ladri durante la peste per saccheggiare le case senza essere contagiati.

Ad ogni modo, la lavanda è essenzialmente usata nell’industria cosmetica e farmaceutica. Viene utilizzata per preparare estratti con azione calmante e antispasmodica; come suffumigio per sedare la tosse, come carminativo e in preparati disinfettanti per le vie urinarie. Esternamente si usa sottoforma di tintura alcolica come calmante dei dolori reumatici. Utilizzata anche come antiparassitario naturale contro tarme e insetti parassitari.

  

 

FONTI BIBLIOGRAFICHE

Testo Atlante di Anatomia Vegetale e delle Piante Officinali

M.L. Leporatti, S. Foddai, L. Tomassini

 

Farmacognosia. Farmaci di origine naturale.

Gunnar Samuelsson

 

SITOGRAFIA

actaplantarum.org

erbecedario.it

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