Il termine “itinerario” richiama l’idea del viaggio e ogni viaggio ha una partenza, un luogo e un tempo per muoversi, un punto d’arrivo verso il quale dirigersi, prevede tappe e ha bisogno di strumenti per raggiungere la meta. L’itinerario formativo è allora quel particolare percorso, quella dinamica fondamentale che porta ogni giovane e giovanissimo a conoscere e seguire il Signore Gesù per divenire Suo discepolo e per poterlo annunciare con gioia.

Gli itinerari formativi rappresentano il quadro di riferimento della proposta che l’AC fa ai giovanissimi e ai giovani; le virtù teologali (fede, carità e speranza) sono mediate negli obiettivi del Progetto Formativo, ovvero quattro ambiti di interesse su cui lavorare: interiorità, fraternità, responsabilità, ecclesialità. Quest’anno il viaggio che intraprenderemo per dare vita a moti di rivoluzione chiederà ai giovanissimi di fidarsi e ai giovani di credere.

INTERIORITÀ

È fondamentale accompagnare i giovanissimi nella ricerca di un costante dialogo interiore, fidarsi prima di tutto di sé stessi, per educarsi all’ascolto della propria vita ed imparare a scorgere in essa i segni della presenza del Signore. Sarebbe però impossibile riconoscerlo vivo nelle nostre giornate se prima non facciamo la sua conoscenza. È importante quindi presentare ai ragazzi la vita di Gesù di Nazaret: le sue parole, le sue relazioni, le sue opere, il suo modo di pregare, di avere a cuore la vita del fratello. Questa conoscenza, se autentica, permetterà ai giovanissimi di creare una relazione speciale e quotidiana con il Signore, nella consapevolezza che la fede sia un dono da curare e alimentare ogni giorno, riconoscendo nell’Amore del Padre il motore dell’esistenza tutta



FRATERNITÀ

Tappa successiva è imparare ad ascoltare l’altro, maturare uno stile aperto, capace di dare fiducia, di valorizzare le differenze, di dialogare con la diversità, di rispettare la libertà altrui. I giovanissimi sono chiamati sia a vivere con maturità le proprie amicizie e i propri affetti, sia a “prendersi cura” della crescita della persona con cui sono in relazione. La costruzione di relazioni significative per sé e per gli altri, infatti, rende possibile riconoscere la presenza e i doni del Signore.



RESPONSABILITÀ

Altro dono immenso del Signore è certamente il Creato. È importante far maturare nei giovanissimi la consapevolezza di essere custodi della Terra, di tutto ciò che il Padre ha creato e, in particolare, del frammento di universo che ha affidato loro. In questa prospettiva, sono custodi della città perché non siano corrotte e disoneste, delle scuole perché non siano comodo parcheggio quinquennale ecc. Questa responsabilità permetterà loro di ricercare connessioni tra la propria storia personale e i contesti di vita; i giovanissimi sono infatti chiamati ad essere protagonisti coerenti nel Mondo e nelle situazioni cha abitano quotidianamente.



ECCLESIALITÀ

È importante anche far riscoprire loro il senso profondo dei sacramenti ricevuti a partire dal dono del Battesimo e della Confermazione perché, attraverso una vita sacramentale vissuta in pienezza, ciascuno possa concretamente vivere la vocazione alla santità. Una vocazione che si spende anche all’interno di una comunità parrocchiale. È bello vivere e sentire la parrocchia come “casa” che accoglie tutti e ciascuno, dove è possibile sperimentare la fraternità nella consapevolezza che soltanto attraverso la dedizione alla propria Chiesa locale è possibile vivere pienamente la comunione. In essa i giovanissimi possono certamente mettersi alla scoperta della promessa di Dio per il suo popolo e partecipare attivamente alla liturgia attraverso una formazione spirituale che li aiuti a leggere e a dare significato ai segni, ai riti che, talvolta, sono vissuti nell’ottica dello spettatore annoiato piuttosto che nella corresponsabilità ministeriale.

INTERIORITÀ

Il Signore vuole fare della nostra vita un capolavoro d’amore. È indispensabile accompagnare i giovani ad apprendere la capacità di derivare dalla Parola di Dio, lette nella fede della Chiesa, il significato pieno della propria esistenza. Per fare questo è quindi necessario che ciascun giovane maturi una crescente familiarità con la Scrittura, si appassioni nella ricerca della “logica” con cui Dio guarda all’uomo e al mondo per realizzare il suo disegno d’amore, che a noi si fa comprensibile attraverso due strumenti: il discernimento e la preghiera. Alla base di quanto detto è però l’incontro con la storia personale di Gesù, affinché non si corra il rischio di trasformarlo in una idea evanescente o un simbolo sul quale proiettare arbitrariamente le proprie concezioni.



FRATERNITÀ

Sarà inevitabile che, alla luce del Vangelo, i giovani inizieranno a scorgere il prossimo, a cominciare da quello più vicino, l’intenzione di Dio di non lasciarci soli, senza compagnia. Essi sono infatti “chiamati” a vivere la vocazione personale nel servizio degli altri.



RESPONSABILITÀ

I giovani saranno anche chiamati ad allenarsi nella lettura dei segni dei tempi, come esercizio di discernimento del disegno di Dio, per essere testimoni di speranza secondo il Vangelo delle beatitudini. Ugualmente importante è imparare a riconoscere e a valutare i propri sentimenti, a non diventare schiavi dei propri istinti egoistici, a non vivere chiusi e ripiegati sui propri bisogni individuali. È quindi utile che i giovani vengano educati ad un’affettività matura e ispirata alla persona di Gesù. In ultimo, coltivare la meraviglia per il creato come stimolo al senso di attenzione e di responsabilità.



ECCLESIALITÀ

Nella Chiesa il Signore ci ama e ci salva, ecco perché è prezioso che nei giovani maturi l’appartenenza alla comunità: un sentimento libero e consapevole. Come per i giovanissimi, anche per i giovani la parrocchia deve essere quel luogo in cui avviene la comprensione profonda dei segni della liturgia. A questa nuova rilettura di riti e segni sarà indispensabile lo studio del Concilio Vaticano II, non significa “saperne di più” ma di assimilare veramente l’insegnamento che da esso è scaturito. È fondamentale che i giovani confrontino la propria idea di Chiesa con l’immagine consegnataci dal Concilio, per rendersi conto che quel “profilo” ideala richiede anche il modesto, ma insostituibile apporto della loro conversione personale.

Se sei arrivato fin qui e stai sudando, è solo perché fa caldo! I due atteggiamenti qui descritti sono certo impegnativi, ma non temere! Se ti stai chiedendo da dove iniziare, non hai da preoccuparti: ancora una volta, l’equipe diocesana del Settore Giovani vuole provare a esserti vicina. Ecco perché i prossimi due articoli che pubblicheremo sempre di giovedì, vi aiuteranno a scoprire la guida e gli strumenti necessari per poter concretizzare queste parole che avete – speriamo con piacere – letto fino ad ora. Allora non prendere impegni! Ci “vediamo” nel prossimo articolo!

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