Parole sulla Parola

(archivio riflessioni anno 2020)

Questa sezione è destinata a tutti i soci che vogliono trovare

spunti di riflessione per la loro crescita spirituale

Commento al Vangelo del Natale del Signore 25 dicembre 2020

Siamo giunti alla notte di Natale e ancora una volta la Parola rischiara le tenebre e tanti ricordi si affacciano nella nostra mente, perché questa notte, come quella di Pasqua e la veglia di Pentecoste sono le notti che poi hanno portato la luce che è Cristo. Siamo come il popolo di cui parla il profeta Isaia.

Commento al Vangelo di domenica 27 dicembre 2020

A pochi giorni dal Natale celebriamo nell’ultima domenica di dicembre la Santa Famiglia, meditando sulla figura maestosa di Abramo, il padre della fede, la figura più alta dell’AT. Egli innalza a Dio il suo disagio per non avere erede e in quel mondo antico la generazione rappresentava il futuro per ogni coppia: i figli e i nipoti sono il bene più prezioso. Dio mantiene le sue promesse e il numero di quelle stelle che fa contemplare al vecchio patriarca rappresentano la sua discendenza

Commento al Vangelo della festa dell'Immacolata Concezione 08 dicembre 2020

Celebriamo oggi l’Immacolata Concezione, solennità che innanzitutto ci ricorda il mistero dell’Incarnazione, con il qua-le il Padre ha voluto fare dono all’umanità intera del suo Figlio, che si fa uomo nel grembo di una piccola vergine d’Israele, Maria di Nazaret. Gabriele ha portato la più significativa “buona notizia” della storia della salvezza, perché Gesù è per tutti l’immagine visibile del Dio invisibile, è nostro fratello e redentore.

Commento al Vangelo di domenica 20 dicembre 2020

Nelle prime due settimane dell’Avvento siamo richiamati a tendere lo sguardo verso la seconda venuta e, dunque, al compimento della storia. A partire da oggi la liturgia ci aiuta a ricomprendere il mistero dell’incarnazione e a rimeditare sul testo di Luca, che è possibile guardare con gli occhi di Maria, che riceve una chiamata meravigliosa, quella di dare la propria carne al Figlio di Dio, ma anche l’annuncio più importante dato da Dio attraverso Gabriele, l’arcangelo della fortezza e dei messaggi che fermentano la storia e la uniscono al cielo.

Commento al Vangelo di domenica 13 dicembre 2020

Giovanni, Maria e i profeti sono i personaggi centrali in questo tempo liturgico di attesa del compimento della storia. Oggi è il Quarto Vangelo a presentarci Giovanni, che è testimone di colui che compie le sette opere che Isaia presenta nella prima lettura: evangelizza, fascia le piaghe dei cuori spezzati, proclama la libertà, promulga l’anno di misericordia del Signore, consola gli afflitti, allieta gli afflitti.

Commento al Vangelo di domenica 06 dicembre 2020

Con la seconda domenica di Avvento iniziamo a meditare il Vangelo secondo Marco, l’inizio che comprende il v. 1, il titolo di tutta l’opera, e poi il testo che riguarda la predicazione di Giovanni Battista. Il v. 1 sarà ripreso poi dalla confessione di fede di Pietro a Cesarea di Filippo «Tu sei il Cristo». L’evangelista in cima alla sua opera scrive: «Ini-zio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio» .

Commento al Vangelo di domenica 29 novembre 2020

Fate in modo che non vi trovi addormentati
Ogni volta l’anno liturgico chiude un ciclo e ne apre il successivo sempre con l’invito alla vigilanza, virtù fondamentale, perché ci ricorda che la vita chiede un impegno quotidiano, fedele e instancabile. Ritorniamo nel tempo di Avvento, preparazione e attesa sempre dell’ultimo giorno.

Commento al Vangelo di domenica 22 novembre 2020

Quando il Figlio dell’uomo verrà
Siamo giunti alla solennità di Cristo, re dell’universo, il Signore della storia, che ci viene incontro e chiede a ognuno di an-dargli incontro. La pagina evangelica ci ricorda che alla sera della vita, in quel giorno che la liturgia definisce “il giorno senza tramonto”, perché ormai eterno, saremo giudicati sull’amore.

Commento al Vangelo di domenica 15 novembre 2020

Prendi parte alla gioia del tuo padrone
Questa terza parabola, detta dei talenti, chiude il ciclo delle tre parabole sulla vigilanza, cioè su come attendere la venuta gloriosa del Cristo risorto. Vigilare, verbo della sentinella, vuol dire avere gli occhi aperti, quelli esterni ma anche interni, saper giudicare i segni e rispondere in modo fattivo, aspettando con serenità di poter contemplare faccia a faccia Cristo Signore.

Commento al Vangelo di domenica 08 novembre 2020

Essere come le vergini prudenti
Siamo quasi al termine dell’anno liturgico e la meditazione del Vangelo secondo Matteo oggi ci fa penetrare la parabola delle dieci vergini, cinque stolte, sciapite e cinque prudenti o sagge. Notiamo che si parla di nozze, arriverà lo sposo e queste vergini devono prepararsi per andare ad accoglierlo. Al di là della parabola si comprende bene che questo sposo è il Cristo vivente che ritorna al termine della storia: è venuto per il giudizio finale.

Commento al Vangelo di domenica 1 novembre 2020

Rallegratevi ed esultate
Quest’anno la prima domenica di novembre coincide con il giorno di tutti i santi, che precede la commemorazione dei defunti e che hanno in comune il testo fondamentale delle beatitudini, chiave di lettura del Vangelo secondo Matteo. Con esse inizia il famoso discorso della montagna (cfr. Mt 5-7) e Gesù, salito sulla collina, si rivolge alle folle accorse da tutti i punti cardinali, per accentuare l’universalità di questo discorso.

Commento al Vangelo di domenica 25 ottobre 2020

Amare Dio e i fratelli: i due cardini della vita
Gesù ha un dibattito sulla resurrezione con i sadducei, che vogliono un chiarimento a livello giuridico e non comprendono che Dio è Dio dei viventi e non dei morti e che la vita defini-tiva oltrepassa ogni logica di possesso umano e di egoismo. Ecco allora la disputa su quale fosse il “grande comandamento”. A quel tempo si elencavano 613 precetti, divisi in 365 proibizioni e in 248 comandi positivi: essendo facile disorientarsi o perdersi in una simile giungla legislativa, era compito di ogni maestro indicare un preciso criterio di interpretazione capace di unificare tutte le leggi.

Commento al Vangelo di domenica 18 ottobre 2020

Ipocriti, perché mi tentate?
Le tre parabole viste in queste settimane preparano un episodio che costituisce la prima di quattro di-spute di Gesù con i farisei, che vogliono coglierlo in fallo, avendo saputo che i capi dei sacerdoti erano stati messi a tacere dalle parole sapienti del maestro. Tengono allora consiglio per tendere una trappola a Gesù e così poter produrre delle prove giuridiche contro di lui. Il loro modo subdolo si evince anche dal fatto che inviano i propri discepoli e quelli degli erodiani per sottoporgli un quesito spinoso.

Commento al Vangelo di domenica 11 ottobre 2020

Il banchetto nuziale è pronto
In questa domenica meditiamo l’ultima delle tre parabole e siamo davanti alla risposta definitiva di Gesù alle classi religiose e politiche, che persistono nella chiusura e nel giudizio. Gesù racconta la pa-rabola delle nozze e del banchetto a cui si è invitati. Ovviamente la metafora delle nozze rimanda al regno dei cieli, annunciato dai profeti e atteso dalla povera gente. Tutto parte dall’invito del re, che prepara un banchetto di nozze per suo figlio.

Commento al Vangelo di domenica 04 ottobre 2020

Cristo è la testata d’angolo
L’evangelista Matteo al termine del cap. 21 e inizio del cap. 22 inserisce tre splendide parabole, che lette insieme offrono ai credenti importanti punti di riflessione. Nell’ultima domenica di settembre abbiamo meditato la parabola dei due figli e Gesù ha insegnato che è determinante nella vita ritorna-re sulle proprie scelte e risposte, perché Dio offre sempre una ulteriore possibilità.

Commento al Vangelo di domenica 27 settembre 2020

Pentitosi, andò nella vigna
Spesso capita che chi si crede primo, poi scopra di essere ultimo, nel senso che non basta dire, diceva la parabola della casa sulla roccia (cfr. Mt 7,21-29), bisogna “agire”, cioè mettere in pratica. Con que-sta simpatica e provocatoria parabola Gesù si rivolge alle guide religiose, a coloro che rappresentano la legge, ma che poi rifiutano Gesù e il suo insegnamento, mentre i “lontani”, pubblicani (cioè usurai) e peccatori lo accolgono.

Commento al Vangelo di domenica 20 settembre 2020

Li hai fatti simili a noi
Il testo di questa domenica inizia in realtà in 19,30: «Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi pri-mi» e la formula viene ripresa in modo rovesciato al termine dell’episodio, per dire che il regno dei cieli capovolge le gerarchie umane e quelli che si credono primi si ritrove-ranno ultimi. Nessuno salva nessuno e nemmeno se stesso. La ricchezza è pericolosa, Gesù ha appena finto di dirlo ai discepoli e Pietro chiede cosa guadagneranno loro, che hanno lasciato tutto per seguirlo.

Commento al Vangelo di domenica 13 settembre 2020

Perdona fino a settanta volte sette, cioè sempre
In questo cap. 18 Matteo parla alla comunità e afferma con forza che la Chiesa cammina con queste due gambe: la correzione fraterna e il perdono. Pietro chiede, però, fino a quante volte deve farlo e, esagerando, dice fino a sette volte, ed è uno sforzo enorme che compie. Gesù, invece, insegna a lui e a noi che bisogna perdonare fino a settanta volte sette, cioè sempre!

Commento al Vangelo
di domenica 06 settembre 2020

Dove due o tre sono riuniti nel mio nome
Il cap. 18 di Matteo è tutto dedicato alla vita della comunità, cioè della Chiesa (ekklesía), e insieme al perdono, la correzione fraterna è una forma di accoglienza e non di disciplina, perché il Padre non vuole perdere nessuno dei suoi figli. L’amore si preoccupa di condurre al ravvedimento il fratello che pecca, senza per altro sconvolgere la comunità. Ogni passo va fatto fino in fondo con accortezza e gradualità. Matteo vuole spiegare come la comunità non sia una pia associazione dove ognuno può fare ciò che vuole: è una convocazione alla quale rispondere assumendosi la responsabilità dell’altro

Commento al Vangelo
di domenica 30 agosto 2020

Se qualcuno vuole venire dietro di me.
Pietro a Cesarea di Filippo ha confessato che Gesù è il Figlio del Dio vivente, ma subito dopo non ha accolto la logica evangelica proposta dal Cristo: è per lui e anche per noi difficile comprendere che si deve abbandonare la logica egoistica, violenta e autoreferenziale per essere veri discepoli. Gesù da questo momento in poi, per tre volte, annuncia che il mistero pasquale comprende l’attraversamento della croce, che rovescia e capovolge ogni logica umana. Il messia proposto è così diverso anche da come gli uomini avrebbero mai potuto immaginare. Dio, però, è sempre oltre

Commento al Vangelo
di domenica 23 agosto 2020

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente
Siamo all’estremo nord della Palestina, alle pendici del monte Ermon, a Cesarea di Filippo. Questa località era conosciuta come Baniyas/Paneas, detta Cesarea in onore dell’imperatore Augusto. Nella roccia c’era incassato un tempio al dio Pan e da sotto la parete usciva una delle sorgenti del fiume Giordano. In quel luogo molti gruppi vivevano le proprie riunioni religiose. Gesù è qui con i discepo-li, lontanissimo da Gerusalemme, forse in ritiro di preghiera con loro. È qui che egli chiede che idea si siano fatte le persone. I discepoli riportano tre definizioni.

Commento al Vangelo
di domenica 16 agosto 2020

Pietà di me, Signore
Gesù ha appena lasciato Genesaret, dove ha discusso con i farisei e gli scribi sulla questione del “pu-ro e dell’impuro”. Ora si dirige verso Tiro e Sidone, cioè ai confini con i territori pagani, lungo il ma-re Mediterraneo, per “ritirarsi”, dice Matteo: è un verbo che sottolinea il suo isolarsi per la preghiera. Entra in scena una donna cananea (i cananei e gli israeliti sono da sempre in lotta) che inizia a grida-re: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide» (Mt 15,22). La donna ha lasciato a casa la figlioletta che è tormentata da un demonio e si aspetta un intervento di Gesù, che, invece, non le rivolge parola

Commento al Vangelo della festa della Assunta 15 agosto 2020

Beata te, che sei credente
La solennità dell’Assunzione di Maria in cielo in anima e corpo ci ricorda che la risurrezione di Cri-sto è il cuore della fede cristiana. Paolo di Tarso ci ricorda: «Cristo è risorto dai morti, primizia di co-loro che sono morti» (1Cor 15,20); è lui «il primo nato tra quelli che sono morti» (Col 1,18), è lui che ci ha aperto la strada e ora ci attende nel regno. Questa è la fede che la Chiesa da oltre due millenni trasmette, ma molti fanno fatica ad aderire a questa verità e a uniformare la propria vita a partire da questa certa speranza: Cristo ci ha aperto la via verso la vita definitiva.

Commento al Vangelo
di domenica 26 luglio 2020

Il Regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto
Chiude questo mese di luglio sempre una pagina dal cap. 13 di Matteo: le parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa. Per comprenderle dobbiamo fare attenzione ai verbi con cui agiscono il contadino e il mercante di perle: trovano, vendono e comprano.

Commento al Vangelo
di domenica 02 agosto 2020

Tutti mangiarono e furono saziati
Giovanni Battista è stato ucciso da Erode e la situazione precipita, per questo Gesù abbandona la costa del lago e si dedica alla formazione dei discepoli. Matteo altre volte sottolinea questo ritirarsi di Gesù, ma la folla non accetta e lo segue e lo cerca.

Commento al Vangelo
di domenica 09 agosto 2020

Coraggio, Io sono, non abbiate paura
Subito dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù costringe i discepoli a imbarcarsi e precederlo sull’altra riva, mentre egli congeda la folla. Poi sale sul monte, luogo della relazione con il Padre, e si mette a pregare, da solo. Nel frattempo, i discepoli dopo qualche miglio a causa del vento iniziano a essere sballottati dalle onde

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